the king

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# Posté le dimanche 23 novembre 2008 13:28

Lo struzzo, il coyote e le segreterie romane

Non so esattamente il titolo del cartone animato in questione. C'è uno struzzo che corre ed un coyote che si inventa mille strategie per catturarlo e, probabilmete, farne un succulento bocconcino. Lo guardavo da piccolo e, sinceramente, non disdegno di guardarlo neanche ora, se mi capita di caderci sù durante i momenti di zapping quotidiano. Serve ad alleggerire un pò il mio personalissimo palinsesto giornaliero che comincia con Omnibus e termina con Porta a Porta o Matrix. Mi colpiva da piccolo lo sghignazzare dello struzzo ogni qual volta, in pratica sempre, i tentativi di catturarlo da parte del coyote andavano a vuoto. Uno sghignazzare stridulo, cantilenante, sempre uguale. Uno sghignazzare che, con il tempo, è diventato simbolo di irrisione. Uno sghignazzare che in questi giorni immaggino sia di casa nelle segreterie di partito romane che, almeno in questo, sono perfettamente in « par condicio ».
Le loro trame ed i loro giochetti sono perfettamente parallele, lineari. Le loro strategie sembrano fotocopiate e la cosa non stupisce più di tanto visto che sono arrivati a copiarsi anche i programmi di governo. Sono come cani attaccati all'osso, ringhiosi, arrabbiati, attenti a che nessuno si avvicini nell'orticello che con tanto impegno si sono delimitati. Sembra di sentirli, fra lo sghignazzare diffuso e bipartisan : « Macchè circoscrizione estero ! Fin quando si ride e si scherza va bene, ma qui ci sono in ballo i seggi del Parlamento, gli interessi supremi nazionali ! » E chi può negarlo, come fargli torto ? Una cosa sono i Comites, il CGIE e quant'altro, ai quali non hanno mai fatto mancare il loro appoggio ed il loro sostegno. Già, perchè tanto, in fin dei conti sono organi consultivi, tengono buoni buoni gli emigrati, li fanno credere rappresentati nelle patrie istituzioni, li tengono allineati e pronti all'uso nelle tornate elettorali. E, soprattuto, pregio non da poco, non tolgono poltrone a nessuno in Italia. Vada ancora per le primarie, in fondo è come un gioco, facciamoli giocare. Ma ben altra cosa sono i seggi di Camera e Senato. Qui non si accettano intusioni di sorta e non c'è legge che tenga. Anzi, mai come in questo caso fù azzeccato il detto « fatta la legge, trovato l'inganno ». La legge c'è ? Bene. Allora bisogna aggirarla. Gli italiani all'estero devono essere rappresentati ? Bene. Allora rappresentiamoli. Ma le decisioni partono da Roma, sennò che « caput mundi » è ? Ed allora giù schiaffoni e pedate. Tutti in riga altrimenti sono guai. Ed i poveri DS in Svizzera, che volevano fare i galletti, proponendo due persone credibili, oneste, profonde conoscitrici dell'emigrazione, hanno dovuto scrivere una delle pagini più tristi della loro storia recente. Roba da far impallidire anche David Copperfield. Non avevo neanche finito di sfogliare il secondo numero di Realtà Nuova, recentemente riapparso ( proprio in corrispondenza dell'avvicinarsi delle elezioni, quando si dice il caso) nel panorama mediatico-politico che già le candidature dei DS erano state ritirate. La signora Bazzurro ed il professor Matriciani sono stati i candidati più veloci ed effimeri che la storia ricordi. Ancora un pò e si faceva in tempo ad inserirne il ritiro nello stesso numero che, in pompa magna, li dava candidati. Qualcuno ci ha anche ironizzato sulla bocciatura del Professore. Ma, non me ne vogliano Schiavone e compagni, era difficile contenere l'ironia. A poco è servita l'arrampicata sugli specchi dell'orientamento « oramai consolidato ad inserire in quota DS per la Svizzera due candidati espressi da altre organizzazioni ». Quei candidati erano stati espressi ben prima della goffa manovra diessina. Ed allora delle due l'una : o i candidati espressi dalle altre organizzazioni non erano graditi ed allora bastava dirlo o, invece, pur ritenendoli validi, si faceva più affidamento ai propri ed allora occorreva confermarli, difenderli, visto che erano stati scelti con criteri di « riconoscibilità politica, capacità di rappresentanza sociale e territoriale, espressione di competenze, rispetto del pluralismo politico e presenza femminile ». Altrimenti come ci si può sentire « legittimati a rivendicare una propria specifica e diretta presenza nella Lista dell'Unione, nella consapevolezza di rappresentare un'ampia area politica e culturale degli italiani in Svizzera » ? E come si può « dare adeguato riconoscimento all'organizzazione del partito e voce ad una ricca articolazione di presenze organizzate » ? Chissà come l'anno presa i diretti interessati, visto che già erano stati scelti in seguito alla rinuncia, per motivi personali, del segretario Schiavone. Chissà come l'avrebbe presa Schiavone, segretario DS in Svizzera ed in Europa, se quei motivi personali non l'avessero impedito di candidarsi. Ed infine, chissà come avrebbe reagito il Consiglio Direttivo diessino tutto, visto che il documento della candidatura Bazzurro – Matriciani è stato approvato all'unanimità. Sicuramente male, visto che si riservano di “valutare, nell'ambito dello stesso Consiglio Direttivo, tutte le iniziative volte a dare voce ad un diffuso disagio per la situazione che si è venuta a determinare”. Suona quasi come una minaccia. Che sia a rischio l'entrata in quota DS dei candidati espressi dalle altre organizzazioni ? Mah, auguriamoci che i giochi di prestigio siano finiti. Io, comunque, al posto dei candidati « espressi da altre organizzazioni », non riuscirei a dormire sonni tranquilli. Anche prima delle ultime elezioni del CGIE voci di corridoio li davano come « entrati in quota DS ». Sappiamo tutti come andò a finire.

Salvino Reina
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# Posté le jeudi 30 mars 2006 00:15